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AGNESE CORNELIO

INTERVISTA ALLA FOTOGRAFA AGNESE CORNELIO:

Sono Agnese, nata a Milano, a 19 anni sono andata a vivere a Parigi, dove ho cominciato a lavorare come fotografa di moda. Scatto foto da quando ho 18 anni, ma per un lungo periodo ho rallentato molto. La mia ripartenza è coincisa con il ritorno nella mia città natale, avvenuta poco più di un anno fa. Ho cominciato scattando l’uomo, desideravo coglierne gli aspetti più delicati, introspettivi, in un certo senso femminili. Dopodiché mi sono indirizzata sulla donna, soggetto, ad oggi, principale e fondamentale del mio lavoro.

Quando e come hai scoperto la passione per la fotografia? Qual’è il tuo primo ricordo legato a quest’arte?

Mio padre ha sempre fotografato e ho in mente queste pile di negativi nei cassetti di casa, i provini nelle buste di carta, un dettaglio del piede di mio fratello appena nato scattato da lui.

Avrò avuto una decina d’anni, viaggiavamo in macchina, intorno a noi colline liscissime, aveva appena smesso di piovere ed era comparso un arcobaleno. Ci fermammo e mio padre mi fece scattare la mia prima fotografia con la sua Nikon, poi me ne fece scattare un’altra “per sicurezza”. Dovrei averle ancora da qualche parte, ne scattai quattro identiche per la paura che non venissero. È un’abitudine che ho ancora oggi, quella di scattare sempre un doppione identico, nonostante io scatti in digitale.

Photo by AGNESE CORNELIO

Come descriveresti il tuo stile fotografico?

Definirei il mio stile delicato, sensuale. Il tutto, almeno finora, rigorosamente in daylight.

C’è, o c’è stato qualcuno o qualcosa che ha influenzato il tuo lavoro?

Mio padre, agli inizi, è una persona molto importante per me che mi ha aiutato a riprendere la strada giusta quando mi sono persa.

C’è una fotografia a cui sei particolarmente legata?

Lo scatto a cui sono più legata è una fotografia della mano di mia nonna, gliela scattai qualche anno prima della sua morte, ridemmo molto perché le venivano i crampi a tenerla così, sospesa in aria.

Quali sono i tuoi riferimenti principali e da dove trai ispirazione?

Non c’è un luogo specifico, fisico o virtuale, dal quale io tragga ispirazione. Solitamente gli stimoli sono legati a cose vedo, sia online che nella vita di tutti i giorni. Qualsiasi cosa può diventare fonte d’ispirazione.

Quali fotografi ti hanno maggiormente ispirata?

I fotografi che mi hanno ispirata di più sono Patrick Demarchelier, David Hamilton, Giovanni Gastel, dal quale ho avuto il privilegio di imparare uscita dall’accademia di fotografia, e nell’ultimo periodo Mario Sorrenti.

Descrivi la tua giornata tipica, quando ti dedichi alla fotografia.

Non esistono giornate off dal lavoro, anche quando mi dico “oggi faccio altro” finisco sempre a fare ricerca. Comincio proprio ricercando online ispirazioni per i miei shooting o scegliendo i volti da fotografare e immaginando come potrei scattarli. Poi suddivido in milioni di cartelle che occupano il mio desktop, preparo pdf, condivido le idee con il team, solo giorni dopo si va sul set a scattare, quando le idee sono chiare.

Come definiresti il tuo ruolo nella società?

Il mio ruolo nella società come fotografa? (Ri)educare al bello (penso ce ne sia bisogno ora più mai).

Qual’è il tuo motto?

Perché fare domani ciò che potresti fare oggi?

Qual’è il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto?

Tanto apparentemente banale quanto prezioso: Credi in te stessa.

Progetti per il futuro?

Arrivare al calendario Pirelli.

Website:

http://agnesecornelio.net/

Instagram:

https://www.instagram.com/agnese_cornelio/

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