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ANDREA LANNO

INTERVISTA AD ANDREA LANNO:

Mi chiamo Andrea Lanno, sono un fotografo, ho 21 anni e vengo dalla provincia di Avellino.

PHOTO BY ANDREA LANNO

Come è nata la tua passione per la fotografia?

È nato tutto un pò per caso. Non ricordo quando esattamente, forse a 14 o 15 anni, ma ricordo bene come. Mio padre aveva preso in prestito la macchina fotografica di mio cugino per delle foto di famiglia e io ero affascinato da quell’aggeggio che mi sembrava così speciale. Il giorno dopo presi quella macchina e iniziai a fotografare qualsiasi cosa senza sapere assolutamente nulla a livello tecnico, non capivo perché alcune foto uscivano nere e altre bianche. Poco dopo mio padre restituì la macchina fotografica ma ormai nella mia testa era già scattato qualcosa, quindi decisi di procurarmela ancora. Ho iniziato fotografando le mie amiche, in particolar modo Emma, la mia musa, con la quale ho condiviso tanto. Forse è proprio grazie a lei se ora sono qui a rispondere a questa intervista. Devo molto a lei.

PHOTO FROM ANDREA LANNO

C’è, o c’è stato, qualcuno o qualcosa che ha influenzato il tuo lavoro?

Sicuramente l’essermi trasferito in una città come Milano mi ha aiutato molto, regalandomi stimoli e impulsi nuovi che solo un ragazzo di paese che si trasferisce da solo, senza conoscere nessuno in una città che non ha mai visitato prima può capire. E poi le persone che ho conosciuto: ognuna di loro ha aggiunto un pezzo più o meno fondamentale a quello che è oggi il mio lavoro.

Quali sono i tuoi riferimenti e ispirazioni principali?

I soggetti che scatto e la musica. Seleziono scrupolosamente le persone che fotografo nonché la musica che ascolto: mi lascio spesso trasportare da questo perfetto binomio quando sono sul set.

Quali fotografi ti hanno maggiormente ispirato?

Sarebbe riduttivo limitarmi a fare solo qualche nome dato che ne sono tantissimi, da quelli iconici a quelli contemporanei, da quelli di moda a quelli di reportage. Adoro vedere il lavoro degli altri fotografi e fare ricerca.

Che cos’è la bellezza per te?

Semplicità. La vera bellezza sta nell’essenziale.

Come scegli i membri del tuo team?

Molti sono loro ad aver scelto me, e ne sono grato per questo. Altri, invece, sono semplicemente capitati per caso. Mi sento fortunato a lavorare con persone così di talento.

La foto di cui sei più fiero?

Non credo esista. Tutte, o forse nessuna. Non sono mai abbastanza soddisfatto delle mie fotografie. Probabilmente non la scatterò mai.

Come hai affrontato il lockdown a livello creativo?

Per me il lockdown è stato terapeutico. Ho avuto il tempo di riflettere e sperimentare. Tutto quel tempo passato a casa è stato come un ricaricare la molla. E lo stesso adesso, con questa seconda ondata, sto lavorando a dei progetti che per ora tengo per me e a cui tengo molto. Non vedo l’ora che tutto torni alla normalità per poterli finalmente mettere in atto.

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