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CLARISSA VIVIRITO

INTERVISTA ALLA FOTOGRAFA CLARISSA VIVIRITO:

Mi chiamo Clarissa Vivirito, ho 25 anni e sono una fotografa di Roma specializzata in Fashion Photography, Ritratti e Still Life.

CLARISSA VIVIRITO

Come è nata la tua passione per la fotografia?

La passione per la fotografia è nata da subito, fin dall’infanzia, mi ricordo che il mio hobby preferito da piccola era quello di andare in mansarda e stare ore e ore a sfogliare le vecchie fotografie di mia madre da piccola.

Da ormai quattro anni mi sono specializzata in fotografia di ritratto, moda e still life, la fotografia è sempre stata il mezzo che mi permette di esprimere la mia creatività e il mio modo di essere, attraverso la fotografia riesco a vedere il mondo sotto un punto di vista diverso, il mio punto di vista.

C’è, o c’è stato, qualcuno o qualcosa che ha influenzato il tuo lavoro?

Ogni giorno cerco di prendere l’ispirazione da qualcosa o qualcuno, cerco di trarre il meglio anche dalle piccole cose, ad ogni modo, credo che il viaggio fatto a Londra abbia influenzato maggiormente il mio lavoro e il mio stile. Essendo nata in un piccolo paesino, seppur vicino Roma, l’impatto con Londra è stato incredibile sotto tutti i punti di vista. Ho trovato questa città piena di stimoli sia in ambito culturale che artistico e mi ha aiutato a trovare il mio stile, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano.

Quali sono i tuoi riferimenti e ispirazioni principali?

Io sono un appassionata dell’arte in generale. Grazie anche alla mia iscrizione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, mi sono trovata a studiare non solo fotografia, ma anche la storia dell’arte e altre materie artistiche da cui cerco di prendere l’ispirazione e riportare con la fotografia quello che provo. Si può dire che non ho un singolo punto di riferimento ma preferisco guardare l’arte in generale con gli occhi pieni di curiosità e farmi ispirare da quello che vedo.

Come definiresti la tua estetica?

La definirei senza veli, non amo molto la post-produzione e modificare troppo i miei scatti. Quando sto realizzando un progetto fotografico cerco sempre di dare il massimo durante lo scatto stando attenta alla composizione e sopratutto alla luce. La luce è fondamentale per me in fotografia, la maggior parte delle fotografie che faccio sono con luce naturale, la amo. Sto molto attenta alle ombre e cerco di mettere in risalto il protagonista delle mie foto con la giusta luce.

Quali fotografi ti hanno maggiormente ispirata?

Sono tanti i fotografi da cui prendo ispirazione, a partire dai fotografi del passato come Diane Arbus. Lei da sempre mi ha colpito molto perché le sue foto maggiormente conosciute sono quelle che ritraggono gli esseri umani nelle loro diversità. La consapevolezza della diversità, nella sua fotografia non sminuiva i soggetti e nella maggior pare dei suoi ritratti i soggetti si trovano proprio nel loro ambiente, a proprio agio. Ma ci sono anche altri fotografi che ammiro, Francesca Woodman, Robert Frank, Vivian Maier senza dimenticare anche tanti altri autori emergenti che influenzano la mia visione e mi incuriosiscono molto.

Che cos’è la bellezza per te?

Per me la bellezza è qualcosa di soggettivo, un qualcosa che ti colpisce appena la guardi. Personalmente, credo che la bellezza sia nella semplicità delle piccole cose e nella loro naturalezza.

Qual’è la foto che ami di più e perché?

Sono molto legata alle foto che ho scattato per un mio progetto che si intitola “Atelier”.

Un progetto, pensato per ritrarre delle persone all’interno della propria stanza. Il termine “Atelier” significa Laboratorio o studio. Lo scopo di questo progetto, infatti, è quello di addentrare nella loro intimità e ritrarle di conseguenza nella loro quotidianità.

Cercando di rendere i ritratti più spontanei possibili e lasciare anche gli oggetti nel posto dove si trovavano in quel momento e per me questa è stata una novità perché molto spesso quando scatto cerco di perfezionare ogni minimo dettaglio e ogni cosa durante il set deve stare dove dico io.

Questo progetto è stato un forte stimolo per me perché mi ha dato la possibilità di conoscere nuove persone e il servizio fotografico non si concentrava solo al momento degli scatti, ma nascevano delle conversazioni e le ragazze si confidavano con me e mi raccontavano qualcosa della loro vita ed è stato proprio grazie a questo che dentro la stanza si creava un atmosfera piacevole dove le ragazze posavano a proprio agio.

Come hai affrontato il lockdown a livello creativo?

Ho passato i mesi del lockdown nella maggior parte del tempo dentro la mia camera, ho fatto cose che non facevo da un pò di tempo a causa della frenesia della quotidianità, come dipingere, fare giardinaggio, leggere libri e fare dolci. Ma ho cercato di dare il massimo anche dal punto di vista lavorativo, riorganizzando vari progetti fotografici che avevo in mente, in particolare ho lanciato il mio primo calendario per il 2021, composto da 12 miei scatti presi dal progetto “Vere Florentes” che ha avuto un grande successo e mi ha reso molto orgogliosa. E poi ovviamente la cosa più importante, ho avuto modo di passare dei bei momenti con la mia famiglia e sopratutto con il mio adorato nipotino Riccardo.

Cosa c’è nel tuo futuro? Hai un piano preciso che sei determinata a seguire?

Sicuramente quello di continuare su questa strada, cercando di intraprendere nuove collaborazioni e conoscere persone nuove. Continuare con i progetti e poterli esporre nelle mostre e vendere le mie opere, ma sopratutto aprire il mio primo studio fotografico.

Website:

https://clarissavivirito.pb.photography/

Instagram:

https://www.instagram.com/clarissavivirito_ph/

Comments

  • Bonifacio
    Febbraio 9, 2021
    reply

    bravissima di zio continua così e mai buttati giù bacio

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