/  Design   /  SONIA PEDRAZZINI

SONIA PEDRAZZINI

INTERVISTA ALLA DESIGNER SONIA PEDRAZZINI:

Sono designer, mi occupo anche di grafica, art direction e formazione e ho creato Le Morandine, una collezione di oggetti ispirati alle nature morte di Morandi.
Le Morandine, ci tengo a dirlo, non sono una semplice citazione all’arte di Giorgio Morandi, ma un vero e proprio progetto di design relazionale. Tramite questi “manufatti ispirazionali”, vorrei che le persone creassero delle interazioni, tra loro, con le cose, tra loro e Morandi, tra loro e me. Con lo slogan: “componi la tua natura morta” le incito a diventare esse stesse artiste del quotidiano e a sperimentare l’arte della natura morta e della composizione.  Questo è un progetto tra arte e design, libero, di ampio respiro, che si evolve e trasforma nel tempo e che si attua anche grazie all’azione di coloro che scelgono questi vasi e che propongono nuove visioni e relazioni, anche casuali e spontanee. E’ una specie di metaprogetto che parte da Morandi ma che va oltre Morandi.

Photography: KATARINA DI LEVA

Sonia, quando hai iniziato a interessarti al design?

Dall’età di 18 anni, da quando cioè frequentavo l’ISIA a Roma, una scuola storica, il primo istituto universitario pubblico di Design in Italia. Erano gli Anni ‘80 e la parola “design” era solo per gli addetti ai lavori, non era così diffusa e con il molteplice significato che ha oggi. Il mio interesse verso il design è aumentato poi man mano nel tempo e si è evoluto con lo studio e l’approfondimento. Ormai l’essere un progettista, è talmente radicato in me che anche nella vita di tutti i giorni, a casa e in famiglia, mi comporto con lo stesso atteggiamento di chi deve rispondere a qualcosa, risolvere, creare una visione, cambiare prospettiva… e, per esempio, mi riesce molto facile aggiustare le cose che si rompono, riutilizzare o reinventare funzioni, ottimizzare processi di organizzazione domestica, rinnovare quello che sembra desueto. 

C’è, o c’è stato, qualcuno o qualcosa che ha influenzato il tuo lavoro?

Sicuramente la stessa ISIA mi ha fortemente influenzato, instillandomi quei valori di progetto rintracciabili nel solco delle grandi tradizioni del Bauhaus e della Hochschule für Gestaltung di Ulm. Ma devo tantissimo al mio docente e punto di riferimento Paolo Deganello, un vero maestro che ha fatto la storia del Design, sia come uno dei fondatori di Archizoom che come riconosciuto professionista. Mi aveva definito un “animale progettante” cogliendo bene, in quella studentessa ventenne, uno spirito entusiasta, istintivo e razionale insieme.   

Photography: MATTEO IMBRIANI

Quando lavori ad un progetto, da dove cominci?

Dall’ascolto.
Se il progetto è per un’azienda, comincio dall’azienda stessa, faccio domande, spingo affinché essa si racconti, ascolto tutto con attenzione e solo dopo posso cominciare.
Se è per un progetto personale o artistico, ascolto me stessa e comincio da un’esigenza interiore.

Qual è la cosa più importante, per te, nel tuo lavoro?

La cosa più importante è riuscire a mantenere integro il mio pensiero e la mia etica. Non m’interessa la coerenza formale, non progetto inseguendo uno stile. Come dicevo tutto nasce dall’ascolto e non è possibile rispondere alla domanda del design usando sempre le stesse parole.

Photography: FARELLA CAPRI X LE MORANDINE

Ad oggi qual’è il tuo progetto preferito e perché?

Due sono i lavori che preferisco, perché entrambi caratterizzati da aspetti pionieristici e innovativi, perché hanno occupato un lungo lasso di tempo e sono stati portati avanti con grande passione e autonomia intellettuale, generando collaborazioni e scambi d’idee; sto parlando del progetto editoriale Impackt, Contenitori e Contenuti (con Marco Senaldi per Edizioni Dativo) e ovviamente de Le Morandine.

Qual è l’elemento che determina il successo di un progetto?

Il successo è quando un progetto entra nel cuore della gente, lo riconosce, lo vive, lo ricorda anche dopo anni. Direi che anche quando è copiato è un successo, vuol dire che ha fatto centro.

Photography: VENINI

Cosa pensi del mondo del design di oggi?

Impossibile rispondere in poche righe, è un argomento complesso come lo è la realtà del design di oggi. Stiamo assistendo a drastiche e veloci mutazioni del mercato e del sistema design. Non si può più fare affidamento su vecchi assiomi e mi sembra che tutti si stiano interrogando su quale sarà il suo futuro….

Secondo te qual’è il futuro del design?

Ecco, appunto, il futuro in questo momento è mutevole quanto questo virus che imprevedibilmente ha fermato quello che sembrava non potesse fermarsi mai. Il Salone del Mobile, ad esempio. La pandemia ha destabilizzato un sistema che, pur appesantito e latore di una crisi, continuava a reiterarsi. Adesso nessuno sa esattamente cosa succederà. Ma certamente il design non morirà, è proprio adesso, infatti, che il design può esprimere al meglio il suo significato, rispondere a domande e “mettersi in atto” per diventare uno strumento di rinnovamento. A chi lo capirà e saprà farne buon uso, il design offrirà grandi possibilità, come in un nuovo rinascimento. 

Photography: FRANCESCA FERRARI/HANDS ON DESIGN

Quali consigli daresti a uno studente desideroso di intraprendere la tua carriera?

In Italia, gli direi di lasciar perdere, se non per immergersi nel nostro capitale artistico e culturale, ma siccome il mondo è grande, per fortuna, gli suggerirei di studiare le lingue, di aggiornarsi su tutto, di alimentare la curiosità, di confrontarsi e parlare con quante persone possibile, sia della progettazione che di ambiti diversi. Poi gli suggerirei di fare un onesto e sincero esame di coscienza e di capire se è in grado di accettare tutti i no che probabilmente riceverà. Se insiste, bene, vuol dire che è convinto… è un lavoro bellissimo.

Cosa c’è nel tuo futuro? Hai un piano preciso che sei determinata a seguire?

Non so se nella mai vita venga prima il beneficio del dubbio oppure la determinazione, Apparentemente non ho un piano preciso, concedo un margine al fato per sparigliare le carte del mio destino. Però, se sono ancora qui, vuol dire che sono determinata a seguire le imperscrutabili vie del progetto. A parte gli scherzi, il piano che vorrei seguire è di usare il design sempre meno per realizzare nuovi prodotti e sempre più come strumento di ricerca e di conoscenza.

PUNKTABLE con MASSIMO ARALDI

At the top: Portrait of Sonia Pedrazzini by Fabrizio Bellafante

Website:

http://www.soniapedrazzini.it/

Instagram:

https://www.instagram.com/le_morandine/


                                    
Leave a Comment

LA GALLERIA

The magazine for Italian Fashion & Design lovers.

 

CONTACT US

mail@lagalleria.pl

Pick a language: