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Studio Ø

Studio Ø è un laboratorio di artigianato e design fondato nel 2017 da Beatrice ed Elena, entrambe formatesi all’università di Architettura di Cesena. Recentemente lo staff si è allargato aprendo le porte a Francesca, una ex compagna di studi che oltre ad aiutarci nella progettazione e realizzazione si occupa della parte social.

Dopo alcune esperienze in studi di architettura abbiamo sentito l’esigenza di un approccio differente alla progettazione. Da qui è nata la volontà di plasmare un nuovo ambiente su misura per noi, dove i processi lavorativi obbediscono ai tempi naturali degli elementi. In questo luogo il sentire si sposta dall’effimero della digitalizzazione alla riscoperta del senso tattile.

Nel laboratorio ci occupiamo in prima persona della progettazione e della realizzazione di pezzi unici dove anche le imperfezioni diventano elemento caratterizzante. L’obiettivo che si pone il laboratorio è quello di contrapporsi alla fast economy producendo oggetti che durino nel tempo, scegliendo materie prime di qualità che caratterizzino in modo irripetibile il prodotto finale.

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Da dove nasce la passione per il design? Che cosa vi affascina di questo mondo?


Tutte noi veniamo da studi di Architettura e credo che la passione per il design sia strettamente legata a questo. Gli architetti più famosi erano e sono tutt’oggi anche grandi designer, pensiamo agli oggetti atemporali di Umberto Riva o gli oggetti-icona di Gae Aulenti. Creare un pezzo di design è anche pensare ad uno spazio che lo accoglie e immaginarsi un’atmosfera. In poche parole progettare un’architettura in piccola scala.

Dove trovate l’ispirazione?


Ovunque. Nelle opere dei maestri del design piuttosto che nella conformazione strana di una falesia. Studiando la curiosa forma degli aracnidi oppure architetture come la casa Sperimentale di Perugini, ma anche l’arte tradizionale delle culture che ci hanno affascinato. Tutto è ispirazione che stimola la nascita di un’idea.

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Come cominciate un progetto?


La progettazione per noi segue sempre due binari che corrono paralleli: da una parte la scelta del materiale e le relative possibilità, dall’altra lo spazio all’intuizione, alle idee lampo che quel determinato progetto ci scaturiscono. La magia che prende forma ogni volta che un oggetto viene immaginato ha un potenziale altissimo e ci piace prenderci il giusto tempo per studiare “colpi di scena” e dettagli interessanti.

Qual è il progetto di cui siete più orgogliose?


Sicuramente il nostro primo progetto, il Tavolo 001, nato nelle nostre menti ancor prima che sapessimo come si prendeva in mano la torcia di una saldatrice. Avevamo trovato delle assi di legno di ciliegio e abbiamo subito riconosciuto il loro grande potenziale. Cosi sono nati due tavoli gemelli, dalle forme piuttosto strane, oserei dire aliene. Da quel momento è stato subito amore per il processo creativo e per la parte di lavoro manuale: annusare l’odore del legno di ciliegio, partecipare a quel processo alchemico che è la saldatura dei metalli, assemblare le parti fino a toccare con mano il prodotto finito, sempre diverso da come viene immaginato inizialmente.

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Come descrivereste il vostro stile?


Non ci piace definire il nostro lavoro in un unico stile per non porre limiti alla nostra progettazione ed essere sempre libere di sperimentare quello che il materiale ci suggerisce. Proprio da qui è nata la scelta del simbolo Aptang “Ø”, l’insieme vuoto, che a livello simbolico racchiude tutte
le infinite possibilità.

Nuovi progetti o idee su cui state lavorando?


Ci stiamo avvicinando a nuovi materiali che rispecchino le esigenze di questo particolare periodo storico. Ci piacerebbe lavorare con plastiche riciclate e materiali ancora più sostenibili a livello di impatto ambientale. Fin da subito abbiamo posto attenzione all’utilizzo di materie prime di seconda mano come legno di riciclo ma anche marmo recuperato da scarti di produzione.


Dove producete i vostri pezzi?


In un piccolo laboratorio nelle colline di Santarcangelo di Romagna. Anche il nostro spazio di lavoro, come i nostri progetti, è sempre in divenire e si trasforma a seconda delle suggestioni del momento.

Qual è il progetto che ha rivoluzionato il vostro sguardo sul design?


La nostra idea è stata rivoluzionata da un modus operandi che si rifà alla casa-bottega dei vecchi artigiani. Sicuramente più che un progetto in sé, sono di ispirazione i collettivi legati al mondo del design che stanno emergendo negli ultimi anni. Uno tra tanti è EGG COLLECTIVE, uno studio collettivo newyorkese tutto al femminile.

Website:

https://www.studioaptang.com/

Instagram:

https://www.instagram.com/studio_aptang/

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