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DAVORIN CORDONE

INTERVISTA A DAVORIN CORDONE, COUTURIER, VISIONARIO E RICERCATORE D’ARTE E BELLEZZA:

Sono Davorin Cordone, couturier palermitano di 26 anni. Sono nato nel capoluogo siculo, Palermo, città piena d’arte e storia. Ho frequentato un liceo d’arte, poiché sono sempre stato appassionato di disegno e pittura, in seguito ho continuato gli studi nel campo della moda. Ho iniziato a lavorare per un’azienda come Stylist e grafico, fino a quando non ho ricevuto la proposta di realizzare capi su misura per una boutique di Roma dove sono stato scoperto da una talent scout che mi ha aiutato a lanciare il mio brand tramite Alta Roma nel 2018.

Come e quando hai cominciato ad interessarti alla moda? Qual è il tuo primo ricordo legato alla moda e al desiderio di creare?

Sin da piccolo sono sempre stato attratto dall’estetica, da tutto ciò che riguarda il beauty e la moda. Ho passato anni a guardare mia madre preparasi, truccarsi, acconciarsi i capelli, lì sentivo un formicolio che mi sussurrava “e se questa gonna fosse così? E se queste scarpe avessero questo?”. Da lì cominciai a sperimentare con gli abiti delle bambole, fino a mettere effettivamente su carta ciò che la mente mi proponesse.

DAVORIN CORDONE

Come è nato il tuo brand?


Il mio brand nasce dalla voglia di comunicare la mia identità stilistica, pur facendo altri lavori nel campo moda ho sempre cercato di creare l’immagine di colui che realizza abiti. Il brand vero e proprio nasce tramite Alta Roma, dove ho deciso finalmente di puntare tutto su questo progetto.

Che cos’è per te la moda?


La moda è il canale che mi permette di esprimere la mia arte, attraverso il quale riesco a dar vita alla mia visione.

Non penso alla moda come tendenza, bensì come linguaggio non verbale. L’abbigliamento ci permette di comunicare la nostra personalità, la nostra individualità, ci permette di inviare messaggi come fosse il nostro biglietto da visita. Ha la capacità di farci sentire bene, belli, preziosi, sicuri di noi stessi; a volte indossare un capo di abbigliamento può essere un’armatura per affrontare il mondo che ci circonda.

Qual è stato il primo capo che hai disegnato?


I miei primi capi furono la versione “Davorin Cordone” degli abiti che vedevo nei film, videoclip, red carpet. Mi è servito a capire fino a dove si potesse arrivare con la moda, sconfinando oltre gli abiti che vedevo tutti i giorni.

Come descriveresti lestetica del tuo brand?


Sicuramente di forte impatto, per me è importantissimo realizzare abiti che non passino inosservati. Mi concentro particolarmente sui dettagli delicati assolutamente fatti a mano, su silhouette visivamente potenti.

Quando lavori ad una nuova collezione, da dove cominci?


Il mio punto di partenza è sempre la sensazione finale che voglio comunicare attraverso gli abiti. La fine è il mio inizio, dove parte questo viaggio alla scoperta di cosa mi comunica questa sensazione. Comincio a fare ricerca di ogni tipo, fino a quando riesco a mettere insieme tutti i pezzi e rendere concreto ciò che non lo è. In seguito la scelta dei tessuti e delle applicazioni che rendano materiale la mia idea. Mi piace molto sperimentare e provare molte cose prima di rendere un abito finito.

Quali sono i tuoi riferimenti principali e da dove trai ispirazione?


La mia più grande ispirazione viene principalmente dalle grandi donne al potere della storia come regine e imperatrici. Mi ispirano molto le donne forti, uniche, Donne che non hanno paura di osare, di vivere la loro femminilità, sono loro il tipo di donna che immagino quando creo un abito. L’arte e l’architettura fanno la loro grande parte per ciò che riguarda silhouette e struttura, permettendomi di sperimentare in vari modi. Per ultimo, non per importanza, fa da padrone il mondo floreale; i fiori sono il gioiello della natura, io cerco di ricreare quella bellezza attraverso i miei abiti per renderli dei gioielli da passerella.

Quali aspetti dell’industria della moda vorresti cambiare?


Sicuramente la velocità, data dalla richiesta continua, del fast fashion. Purtroppo al giorno d’oggi c’è sempre più richiesta di novità, le aziende creano sempre più spesso collezioni e questo porta a molto spreco di capi e materiali.

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?

Ho tanti progetti in mente, continuo a crearmi sempre nuovi traguardi da raggiungere e cerco di non restare mai statico. Sicuramente al momento mi sto focalizzando molto sulla visibilità del brand attraverso magazine, eventi, carpet e stampa, ma il mio obiettivo è quello di riuscire a creare un brand che sia un caposaldo della moda italiana, del made in Italy realizzato a mano.

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