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EXTRAIT D’ATELIER

INTERVISTA A CHIARA RONZANI:

Sono una persona curiosa della vita, imprenditore di indole, creativa e romantica. Amo sperimentare, la natura è ciò che più mi ispira e mi riempie gli occhi e il cuore. Fin da piccola sono stata stimolata all’arte, ai viaggi, alla scoperta delle culture e paesi. Ammiro chi ha una passione e ne fa la sua vita, mentre io saltello nelle diverse esperienze perché subito voglio scoprirne altre.

Ho lavorato per molti anni nel settore della Moda che mi ha portato a vivere a Parigi e poi a Bruxelles. Vivere all’estero, però, è stata una volontà fin da quando avevo 11 anni, quando andai a Parigi per la prima volta, poi a Londra. Città che ho amato da subito e nelle quali mi ero promessa di tornare per viverci. A vent’anni sono andata a Londra per studio, poi in Germania, per tornare in Italia e ripartire più in là per lavoro verso i Paesi Francofoni.

Nel 2008 incontro POL, il mio compagno, e nel 2011 nasce Agatha nostra figlia, due date che segnano la mia vita, un cambiamento spinto dall’amore che mi stava portando verso nuove esperienze, che mi avrebbero stravolto la vita. Da dirigente di Corporate Business a direttore Creativo di una Start-up.

Qual è l’origine della tua passione per i profumi?

Ho sempre amato i profumi, soprattutto negli anni ’80 erano diventati più di un vestito, un’identità forte con la quale integrarsi. Era l’epoca dei paninari in Italia, frequentavo il liceo, il look era fatto di Timberland, Monclear, jeans Armani, felpa Best Company e profumo, tanto profumo come Loulou, Angel, Giorgio Beverly Hills, Poison….Questi erano i profumi che mettevo in quegli anni. Poi nel 2000 inizia a svilupparsi la “nicchia” viaggiando per il mondo ho conosciuto Diptyque e Comme de Garçon, amavo le note orientali, la ricerca delle materie prime, i bouquet particolari, non scontati o già sentiti.

Come è nato il tuo brand?

Mi affascina moltissimo chi dedica la sua vita ad una passione, chi si prende il tempo di dedicare tempo a qualcosa che ama. Soprattutto mi affascina l’artista, l’artigiano, il Mastro che crea opere meravigliose che aprono il cuore, che rimangono nel tempo. In un mondo di produzione seriale, nasce in me la volontà di condividere un messaggio importante. Un messaggio ricco di valori legati all’espressione umana, alla sua creatività, al rallentare per fare meno ma farlo bene, per creare qualcosa che abbia un senso oltre che ad essere un semplice oggetto, qualcosa che condivida una missione.

Nel 2014, un anno dopo il rientro dal Belgio, incontro un profumiere e conosco più da vicino il mondo della creazione dei profumi visitando il suo atelier. Quell’aprile del 2014 tornando a casa ho capito che il profumo mi avrebbe aiutato a raccontare il mio pensiero, a spargere la mia missione. Così nel 2015 decisi di fondare EXTRAIT D’ATELIER, un viaggio olfattivo con l’obiettivo di avvicinare le persone ai mestieri artigiani, di indossare l’essenza del savoir-faire.

Come definiresti in tre parole i tuoi profumi?

Veri, unici, importanti.

Come nasce un profumo EXTRAIT D’ATELIER?

Nasce dall’atelier. Ogni fragranza nasce dallo spazio vero dove il Mastro Artigiano customizza la materia. Il profumiere non deve creare sulla base di una sua idea di Atelier, ma tradurre l’Atelier. Ciò che per me conta è la capacità di raccontare la storia perché le note olfattive usate aiutano a vedere ciò che un Maestro fa mentre lavora nel suo spazio alchemico.

Uno spazio fatto di silenzi, di rumori, di profumi, di luce, di persone, di lavoro. La collezione oggi propone 5 Eau de Parfum che raccontano 5 diversi Mastri: Maître Couturier, Maître Chaussuer, Maître Joaillier, Maître Céramiste, Maître Jardinier.

E cosa ti ispira?

Lo spazio, la sua interazione con la persona, le cose e molto ciò che suscita in chi vive l’opera finale, che sia essa un vestito, una scultura, un paio di bellissime scarpe, un labirinto imperiale, un anello di diamanti.

Hai una tua fragranza preferita di EXTRAIT D’ATELIER?

Personalmente uso Maître Couturier Parfum, il Sarto. Una fragranza elegante e senza tempo. Sofisticata ma decisa senza essere invadente.

Cosa ti ha insegnato la pandemia? Come hai affrontato il lockdown a livello creativo?

La pandemia non è certo un momento facile per l’umanità. Rischiamo la vita e tante altre cose che questo virus impatta nel quotidiano. Allo stesso tempo è per me un momento di sfida bellissimo dove l’uomo con la sua creatività e genialità può riscrivere parte dei processi, del nostro modo di vivere nel mondo. Da quando è arrivata, credo ancora di più nella missione di EXTRAIT D’ATELIER, del suo non essere solo un profumo, ma un vero e proprio veicolo per coinvolgere in un pensiero più profondo, per riportare l’attenzione alla creatività, interazione, genialità, romanticismo, passione che solo l’uomo sa avere. Ho molta energia positiva dentro perché il movimento del Caos è ciò che regala più ingredienti per creare qualcosa di ancora più grande e forte. Impareremo tutti da questa pandemia, ma soprattutto capiremo come la nostra creatività ci renderà sempre liberi perché aperti al cambiamento, all’innovazione.

PHOTO FROM EXTRAIT D’ATELIER | Maître Couturier Parfum

Website:

https://www.extraitdatelier.com/

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