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FABIO LONARDI

INTERVISTA AL GIOVANE DESIGNER FABIO LONARDI:

Sono Fabio Lonardi, sono un designer e illustratore di moda. Nato e cresciuto a Torino, sin da bambino ho famigliarizzato con il mondo artistico. Trasferitomi a Milano ho intrapreso gli studi presso la NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Attratto e affascinato dal mondo dell’estetica, grafica e materica, ho approfondito così i miei studi nel settore del Fashion Design, laureandomi e lavorando tutt’ora nel settore fashion.

FABIO LONARDI

Come e quando hai cominciato ad interessarti alla moda? Qual è il tuo primo ricordo legato alla moda e al desiderio di creare?

Il mio interesse verso la moda nasce sin dalla mia infanzia. Ero l’unico bambino maschio all’interno della mia famiglia. Essendo circondato da sole donne e bambine, la mia visione è diventata sempre più empatica e legata al mondo sempre più femminile. La mia famiglia è sempre stata legata al mondo del design di qualsiasi genere. Credo che il mio interesse sia stato condizionato prevalentemente per via della mia nonna materna. Essendo sarta, mi ha tramandato l’interesse verso la modellistica e la sartorialità.

Il mio primo ricordo legato alla moda risale a quando avevo 8 anni, stavo aiutando mia nonna a rammendare gli abiti di famiglia, mi punsi un dito con un ago e lei stessa mi disse: Questo è il mestiere che entra nel sangue.

Come descriveresti l’estetica del tuo brand?

Il mio brand di per se detiene un’estetica del tutto artistica e femminile. Ogni mia collezione prende forma e carattere singolarmente, per via di una ricerca artistica singolare e non di ogni genere. Tutte le mie diverse capsule sono una raccolta di opere d’arte. Mi piace pensare che ognuna di esse rappresenti un mio percorso di crescita e di tecnica, definendo così un mio periodo artistico/progettuale. Ciò che unisce le mie collezioni sicuramente sono forme e materiali. Tendo a giocare molto con esse, dando sfogo alla creatività e nascita di nuove texture. Prediligo materiali tecnici, con i quali è sempre interessante sperimentare a livello di manipolazione tessile, colore e di stampa. Grande importanza nelle mie collezioni viene data al mondo della grafica e stampa tessile. Essendo un illustratore di moda, amo poter inserire differenti stampe grafiche all’interno delle mie collezioni, le quali sono realizzate digitalmente e/o a mano con tecniche tradizionali.

Qual è stato il primo capo che hai disegnato?

Il primo capo che ho disegnato e realizzato risale al lontano 2015. Era il mio ultimo anno di studi presso il Liceo Artistico Aldo Passoni di Torino, all’interno dell’indirizzo Moda e Costume. Venne richiesto di progettare singolarmente un abito legato alle tematiche del riciclo, utilizzando come materiale base la carta. Il mio progetto era legato al mondo naturale. L’abito scultura rappresentava il fiore della viola. Giocai sul nome, la forma, il colore e il significato che veniva attribuito alla viola – La Viola del Pensiero. Venne realizzato interamente da me, formato da una struttura, un corsetto steccato bianco, ricoperto da diverse stratificazioni di carta pesta tinte a mano da me. 

Quando lavori ad una nuova collezione, da dove cominci?

Ogni mia collezione nasce per mezzo di due diversi fattori. Tramite una corrente artistica da cui sono attratto in quel preciso momento e da me stesso. Fino ad ora ho realizzato 3 differenti collezioni, ognuna di essa si avvale di due sfere, quella grafico/artistica e quella psicologica/mentale. Nella mia prima capsule collection Prism, grande importanza veniva data alla Line Art e al significato della linea stessa, dell’importanza che essa stessa ha ottenuto nel corso della storia. Insieme ad essa feci uno studio legato alla Neon Art e ai colori. Decisi così di unire questi due mondi. Nella seconda capsule collection Almost Poor invece decisi di legarmi alla tematica dell’Arte Povera e dei diversi materiali, studiando a mia volta stampe e grafiche che potessero rappresentare la stessa corrente artistica sotto forma grafica. Per quanto riguarda la mia più recente capsule collection (il mio progetto di tesi) Codex – Anime Gemelle ho voluto inserire me stesso al 100%, legandomi alla mia infanzia e mostrando il mio legame di gemellarità sotto forma di studio grafico interiore e psicologico, creando così un’enciclopedia grafica che ha permesso così di realizzare una collezione di stampe grafiche inserite all’interno di una capsule di capispalla, interamente stampati a mano da me. 

Quali sono i tuoi riferimenti principali e da dove trai ispirazione?

La mia ispirazione si basa molto sulle tecniche di illustrazioni, i miei sketchbook presentano sempre una parte evocativa che per me risulta molto importante, il disegno. Per alcuni l’ispirazione avviene per mezzo di una ricerca d’immagine approfondita. Nel mio caso oltre all’immagine, grande valenza detengono i miei stessi disegni. Faccio sempre una ricerca di artisti/illustratori contemporanei. Amo fondere diversi stili artistici e cercare di dare forma nel mio immaginario a texture e stile, formando così un moodboard di disegno e immagini che possa permettermi di dar nascita ad una nuova collezione.

Descrivi una tua giornata tipica, quando ti dedichi alla moda.

Lavorando nel settore moda la mia giornata viene bombardata perennemente dal mondo dell’arte e di design. Non dico di vivere al 100% immerso nella moda ma un bel 60% è legato ad essa. La semplice motivazione di voler sempre far ricerca immagine e artistica di per se, mi riporta a questo settore. Nel mio caso il dedicarmi al mondo fashion forse è legato più al livello d’ispirazione che ad altro. Tramite internet e il mondo social, oggigiorno è ancora più fattibile tutto questo.

Come designer, come definiresti il tuo ruolo nella società?

Come designer, credo di distaccarmi totalmente dagli ideali estetici e artistici della società d’oggi. Molte volte in passato i miei stessi capi sono stati rifiutati o ritenuti troppo forzati. Erano al di fuori dai canoni non solo estetici ma bensì di uso comune. Nel mio caso, come penso di aver fatto intuire, amo unire arte e moda. L’abito non nasce solo per essere indossato, parla da se e racconta qualcosa. Come la racconta colei/colui che decide di indossarlo. Nel mio caso quasi sempre ogni capo diventa una scultura. Nella società d’oggi il comfort e la semplificazione vincono in partenza, non c’è il tempo pratico per indossare un abito scultura.

Qual è il tuo motto?

Uno dei mie motti preferiti è Omnia cum tempore (Ogni cosa a suo tempo). 

Photo from Fabio Lonardi

Qual è il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto?

Il miglior consiglio che io abbia mai ricevuto è: Non focalizzarti su qualcosa, espandi i tuoi orizzonti.

Quali aspetti dell’industria della moda vorresti cambiare?

L’industria della moda da anni ormai, lavora tramite piani stagionali di collezione e consumismo. Se le collezioni venissero limitate a livello annuale forse, verrebbe data più importanza ad ogni singola collezione. Ogni capo ha uno studio ben fondato dietro, sia a livello di modellistica che di artigianato. Forse bisognerebbe rivalutare l’importanza del lavoro che c’è dietro ad un’intera collezione e le sue seguenti tempistiche di consumismo.

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?

Per il futuro del mio brand vedo tanta voglia di imparare e di sperimentare. Attualmente dovrei proseguire ancora i miei studi, i quali sicuramente mi saranno d’aiuto in futuro per approfondire aspetti che sicuramente non ho ancora affrontato all’interno del mio piccolo brand. Sicuramente parti fondamentali resteranno l’arte pittorica e grafica, le quali continuano ad ispirarmi ancora tutt’ora.

Instagram:

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