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LIASE

INTERVISTA A ELISA CIOLLI, FONDATRICE E DESIGNER DI LIASE:

Come e quando hai cominciato ad interessarti alla creazione di gioielli?

Il primo seme lo ha piantato mia madre fin da quando ero molto piccola. Devo dire che mia madre è una grande appassionata di gioielli ed orologi, una collezionista e credo che questo mi abbia influenzato molto nella mia scelta anche se poi ho approfondito nella moda in generale.

Qual è il tuo primo ricordo legato al desiderio di creare? 

Il mio amore per creare nasce fin da piccola, con una naturale predisposizione per disegnare, e una sensibilità spiccata per i colori. Con il passare del tempo mi sono interessata all’arte e alla moda, a 18 anni mi sono trasferita a Londra assaporando la cultura cosmopolita e interessandomi sempre di più alla moda ho deciso di fare un corso per Visual Merchandiser al London College of Fashion per poi immergermi in diversi campi creativi come buyer e visual merchandiser fino a disegnare accessori e capi di abbigliamento custom made per artisti nella scena musicale. Si può dire che la creatività è parte integrante della mia vita, la applico ad ogni cosa che faccio dal mio lavoro, alla casa, la cucina e i miei figli, penso che sia un dono innato di cui faccio gran tesoro, un po’ un elixir di giovinezza per la mente.

Portrait of ELISA CIOLLI

Come è nato il tuo brand Liase?

Liase nasce nel 2016 come brand indipendente. Dopo molti anni come buyer per importanti negozi di moda in Europa e Visual Merchandiser in Germania per Gucci, ho deciso di prendere un anno sabbatico viaggiando con il mio compagno alla ricerca di nuove ispirazioni, ho iniziato a disegnare costumi ed accessori per show fino a quando non mi sono soffermata sui gioielli, sviluppando una vera e propria collezione, Sacred Whisper. La mia linea si evoluta nel tempo un po’ come me, sono cambiate le linee i colori e si è arricchita fino a diventare quello che è oggi. Da questa stagione SS21 abbiamo lanciato anche un nuovo progetto, una linea di borse. Proprio come per i gioielli la produzione avviene esclusivamente con artigiani locali promuovendo ricerca e sostenibilità.

Cosa rende i gioielli Liase immediatamente riconoscibili? Il colore? La geometria?

I dettagli, il mix tra smaltature e pietre colorate fuse a intricate geometrie.

Qual è l’accessorio a cui sei più legata?

Il set di anelli che porto ogni giorno da molti anni ciascuno con un significato speciale e regalato dalle persone più importanti nella mia vita e sono: il mio anello di fidanzamento, un anello antico di mia nonna alla quale ero e sono molto legata e gli altri due sono regali di mia mamma per occasioni speciali, il mio diciottesimo e la nascita della mia prima figlia Freya.

Come descriveresti l’estetica del tuo brand? 

Edgy ed elegante, ricco nei dettagli e con un forte DNA.

Qual è stato il primo gioiello che hai disegnato?

Userei il plurale, i primi gioielli che ho disegnato sono state delle collane in argento con pendenti che racchiudevano un cuore di pirite. Sono pezzi abbastanza importanti, scultorei direi, ispirati al cosmo e alla magia mistica, che avevo ideato per il tour della band Damian Lazarus and the Ancient Moons nel 2016 circa. 

Quali sono i designer di gioielli che ammiri maggiormente?

Tutti quei designer che mantengono un forte DNA e non seguono un particolare trend, che lavorano con artigiani locali cercando di essere il più possibile eco sostenibili. Il mio preferito in assoluto è Fernando Jorge, lo trovo raffinato, elegante e allo stesso tempo innovativo.

Quali tecniche utilizzi maggiormente nel processo di realizzazione?

Per gli oggetti più complicati e dettagliati tendo ad usare la prototipazione rapida. Altrimenti la tecnica a cera persa, soprattutto per pezzi unici e custom made, che conferisce al gioiello più unicità e artigianalità. 

Image from LIASE | CASCADES EARRINGS

Quali sono i tuoi riferimenti principali e da dove trai ispirazione?

L’Arte e la Natura, entrambe ricche di bellezza e profondità e strettamente connesse tra sé. Trovo che la Natura sia una forma superiore di Arte. Io e la mia famiglia viviamo in Toscana in campagna, un posto bellissimo isolato nella foresta, spesso incontro nuove specie di fiori o alberi di una bellezza spiazzante e mi soffermo ad osservarli per non perdermi i dettagli. Non appena ne ho la possibilità mi precipito a mostre d’arte, di ogni genere dagli Uffizi nel centro di Firenze a mostre di arte contemporanea a Berlino, Londra ecc.. Non avendo la possibilità di viaggiare in questo anno di pandemia mi sono spesso rinchiusa nella nostra fornitissima libreria a spulciare tra i miei artisti preferiti come Victor Vasarely o Dalí.

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?

La consolidazione dell’evoluzione e sicuramente altro duro lavoro e ricerca per donare sempre piu sostenibilità e qualità al brand. 

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