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MANUEL VENDITTO

INTERVISTA AL GIOVANE DESIGNER MANUEL VENDITTO:

Nasco fra il mare ed il sole della bellissima Napoli. A breve terminerò i miei studi presso NABA (Nuova Accademia di Belle Arti), un’accademia che mi ha donato molte acquisizioni teoriche e pratiche per poter ad oggi sviluppare al meglio i miei capi.

Mi piace definirmi un progettista di moda in quanto il mio ruolo consiste nell’ ideare sempre nuove idee per poi realizzarle. Sono attratto da tutto ciò che riguarda il mondo moda, il mio lavoro mi piace conoscerlo in tutte le sue sfaccettature, mille sono i modi di poter comunicare attraverso il fashion ed io cerco di sfruttare tutte le mie potenzialità per poterci riuscire sempre al meglio. 

Come e quando hai cominciato ad interessarti alla moda? Qual’è il tuo primo ricordo legato alla moda e al desiderio di creare?

Inizierei col dire che non c’è stato un vero e proprio momento specifico in cui mi sono interessato alla moda, piuttosto un processo istintivo circoscritto in un tempo indefinito. E’ stato l’istinto a condurmi nel visualizzare idee, forme, colori che poi sono diventati i primi sketches. Ora sorridendo, ricordo che i primi disegni li creavo pensando di vestire Lady Gaga, e qui con il senno di poi nasce la mia tendenza verso il costume, la scena ed il sogno che ad oggi definisco Couture.

La couture rispetto al prêt-a-porter, è la perfetta metafora di un sogno, nel quale non ci sono compromessi, limiti e sopratutto punti di domanda. E’ la possibilità di vivere la favola.

MANUEL VENDITTO

Come descriveresti l’estetica del tuo brand?

L’estetica è sicuramente l’elemento principale della mia filosofia; mi definisco un esteta in quanto ritengo importante saper riconoscere il bello e sono sempre stato affascinato dalle molteplici forme della natura, da quella bellezza per lo più oggettiva e perfetta. Basta pensare ai fiori ed ai loro colori, forme o dettagli che lasciano stupefatti. E’ proprio questo quello che cerco di riportare nei miei abiti, lo stupore della bellezza coadiuvata da un’anima quasi tangibile.

Un altro elemento importante è sicuramente per me il sogno, il quale è sempre presente nelle mie creazioni, attraverso i colori ed i tessuti; uno dei miei tessuti preferiti è infatti il velluto, il tessuto “magico” per eccellenza. Proprio le mie ultime due creazioni sono state create con questo materiale e l’ispirazione era proprio la magia, le divinità legate alla luna, colei che ispira al massimo le mie idee. Quindi definirei la mia estetica sicuramente “trasognata e magica”.

Qual’è stato il primo capo che hai disegnato?

Il primo capo importante che ho disegnato e poi realizzato, è stato un abito in cotone egiziano ispirato ad “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”; ricordo molto bene l’emozione e le alte aspettative nel volerlo vedere terminato e ricordo anche di aver pianto a lavoro finito. Non fu facile, era il mio primo capo e probabilmente dovevo concentrarmi più sul metodo e la conoscenza di come si costruisce un abito, anziché nel realizzare qualcosa di complesso per un neofita. In verità, nel complicarmi un po’ la vita, fu bello affidarmi alle stelle nella ricerca di qualsiasi soluzione valida a trasporre il mio disegno nella realtà. Ovviamente tutto ciò è stato possibile anche grazie all’aiuto di amici competenti, pronti ad aiutarmi senza scoraggiare le mie ambizioni; alla fine di quella favola comunque, riuscii a stringere tra le mani il mio abito proprio come l’avevo immaginato…

Quando lavori ad un nuovo progetto, da dove cominci?

Le mie più grandi fonti di ispirazione, nelle quali mi rifugio sempre quando ho bisogno di cominciare un nuovo progetto, sono sempre state due: la lettura e la fotografia. Ho sempre trovato in loro le risposte per poter partire a realizzare, e con la fotografia ho un rapporto davvero straordinario; fotografo davvero tutto nella mia vita, i ricordi e le immagini impresse o ricercate sono il carburante di ogni mio nuovo punto di partenza. Amo anche molto leggere perché nei libri l’immaginazione è meno definita e diventa più personale, la lettura ti permette di immaginare un racconto e di vestirlo dei propri canoni estetici personali.

Ammetto che ultimamente mi sto avvicinando davvero molto al mondo del cinema, il quale mi ha donato emozioni prima d’ora a me sconosciute, che hanno mosso anche l’inizio del mio prossimo progetto. Tengo a sottolineare che ogni mio nuovo progetto è sempre affiancato da una traccia musicale che mi accompagna per tutto il percorso, la musica mi aiuta davvero tanto a rinchiudermi nel mio mondo per poi cominciare a disegnare.

Parlaci della tua nuova capsule. Quali sono i tuoi riferimenti principali e da dove trai ispirazione?

La mia nuova capsule collection, che penso di mostrare a settembre, è qualcosa per me molto importante e personale. E’ la prima a rivolgersi al mondo maschile e sinceramente non pensavo avrei mai disegnato una collezione dedicata anche all’uomo… ed invece eccomi qui a comunicarvi questo progetto! Sarà un racconto poetico uomo/donna influenzato da molteplici temi con alla base la capacità di amare e di innamorarsi incondizionatamente come ispirazione. Sono partito da film che hanno reinterpretato temi mitologici in chiave contemporanea (miti greci come Apollo e Giacinto ed Amore e Psiche) e registi che hanno toccato per primi il concetto di libertà d’amore. Forti quindi sono i riferimenti al mondo classico, dagli dei greci a poeti come Saffo e Leopardi.

Relativamente al design, è una capsule delineata da colori eterei e vicini al mondo divino, o almeno a come lo immagino io; i colori principali saranno il bianco, l’oro e l’argento. Oltre alla mia capsule sto inoltre lavorando a molti altri progetti in condivisione con altri creativi, credo fortemente nella creatività condivisa e penso che nel 2021 sia per me importante lavorare sui miei punti di forza, lasciandomi libero di delegare altri aspetti del processo creativo ad un team.

Attraverso l’unione di talenti si costruiscono castelli solidi e perfetti, da soli non so se poter dire la stessa cosa… la creatività è condivisione.

Il passato lascerà ciò che ha il dovere di lasciare, ma è un suo dovere essere anche incombente e affamato, finché tu continuerai a sfamarlo s’intende. Prima o poi la smetteremo di avere la presunzione di poter comprendere tutto a priori e di poter definire ogni granello, arriverà l’immenso chissà a farcelo capire o a non farci capire nulla.

Descrivi la tua giornata tipica, quando ti dedichi alla moda.

La mia moda è ciò che vivo quindi in realtà è sempre viva. I miei sogni iniziano vivendo, conoscendo nuove persone e realtà. Penso che questa vita sia la giusta metafora del paese delle meraviglie, succedono cose bizzarre in continuazione ed anche i momenti bui sono fondamentali per trarre nuove forze che pian piano si traducono in moda, la mia moda. Ringrazio tutte le persone che ho amato e che amo, che ci sono e non ci sono più, ma sopratutto ringrazio chi mi ha dato la “possibilità” di crollare e di scoprire la forza indistruttibile dei miei sogni nel momento in cui mi sono rialzato.

Come designer, come definiresti il tuo ruolo nella società?

La moda può davvero fare tanto, è un atto politico. Io mi sento un po’ come i John Lennon e Yoko Ono del 2021, cerco sempre di condividere e creare qualcosa che possa far riflettere e donare la capacità di non smettere mai di sognare, qualsiasi sia la nostra età. La moda è il mio megafono su questa società, attraverso cui mi esprimo e condivido le mie idee. Personalmente trovo che al giorno d’oggi dovremmo superare la visione vetusta del fashion designer come artista fuori dagli schemi e volendo cominciare un percorso nel mondo della moda, cercare davvero di comprendere come primo punto cosa significhi essere un designer nel mondo di oggi.

Qual’è il tuo motto?

“Velle est Posse” : Volere è potere.

Quali aspetti dell’industria della moda vorresti cambiare?

Sicuramente la velocità di produrre in modo affrettato, molti brand hanno perso la propria anima, anche estetica, pur di produrre e vendere senza limiti.

Cosa c’è nel futuro del tuo brand?

Una volta mi dissero; l’attesa aumenta il piacere… io attendo senza voler vedere nel futuro. Le cose più belle arrivano quando meno te lo aspetti, frase fatta ma sempre veritiera…

Instagram:

https://www.instagram.com/manuelvenditto_/

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