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MICH VASCA

INTERVISTA A MICHAEL SPARTANO:

Michael Spartano, nato nel giorno 8 Luglio 1989.

Un diploma al liceo linguistico ed una laurea in lingue e culture europee. Una passione per il calcio e un disinteresse verso il settore moda sino al ventesimo anno, quando la mia visione di vita muta drasticamente.

Una sensazione di malinconia incomprensibile si rivela soggetto della mia nuova direzione, incuriosito dal portamento dell’accessorio e tutte le domande che ne derivano. Perchè lo indossano? Quando con comodità e vanto? Se lo appoggiano, dove? In realtà quindi, la primordiale fonte di osservazione sono state le persone, i loro gesti e i loro sguardi che catturano ogni mia voglia di apprendimento.

Sono un tipo riservato, spesso di poche parole oppure tantissime, e amo la mia solitudine che custodisco gelosamente come una necessità in grado di farmi sentire bene. L’analisi della società è dunque saltuaria, ma di conseguenza molto profonda e dettagliata, quasi a cogliere l’essenza del non detto, specchio della più pura verità. Purtroppo non sono ancora riuscito a trasformare la totalità di questa visione in un disegno, ma credo vivamente il tempo possa lentamente portarmi a questo traguardo.

PHOTO FROM MICH VASCA -THE GRACE BAG

Qual è l’origine della tua passione e come è nato il tuo brand?

Il brand nasce da una forte voglia di espressione dei miei pensieri. Se da una parte concepisco un mio disegno come un fedele compagno od estensione di un capo, dall’altra ho sin da subito ambito a qualcosa da cui l’abbigliamento dovesse dipenderne, dunque doveva manifestare caratteristiche di forte personalità ed attrazione estetica. Il mio è un percorso che definirei sensibile, di cura e innovazione, che poggia saldamente i piedi su di un’assidua ricerca di materie prime e laboratori che possano valorizzare ogni singolo sviluppo di collezione.

Come definiresti in due parole le tue creazioni?

Natura e geometrie.

Quando lavori ad un progetto, da dove cominci?

Di base il processo di design ha un grande occhio sui capolavori del passato, fonte di apprendimento e celebrazione della storia che ci ha preceduto. Entrando un pò più in profondità, posso dire con certezza che non c’è un procedimento uguale per ogni progetto. Citandone due, può cominciare da una visione differente di un dettaglio o semplicemente da un’esigenza di mercato per poi svilupparsi artisticamente.

E cosa ti ispira?

La mia ispirazione si divide essenzialmente in due macro-aree: la geometria e la natura. Dalla prima ne sono ossessionato, ogni forma di pittura o architettura è motivo di grande fascino. Non a caso la mia esplorazione ha toccato i punti di Lubiana e Copenaghen, forti espressioni di tale filosofia. Della seconda ne sono drogato, considero la natura il mio habitat naturale.

Recentemente ho avuto un significativo legame col fiume, di cui ne ho sempre ammirato la calma. Cerco sempre di rubarne un pò ogni volta che chiudo gli occhi e ascolto la sua voce di pace e consapevolezza. Se sono in cerca di riflessione, idee e risposte vado al fiume, dove la fretta non è considerata un buon cliente.

PHOTO FROM MICH VASCA -THE TRAIN BAG

Chi è il tuo cliente ideale?

E’ una nuova generazione di business people, con un approccio giovane e dinamico. Sono viaggiatori spirituali con grande attenzione al senso estetico, all’interno del quale ricercano un’elevata funzionalità.

Quanto conta per te il Made in Italy?

Tanto. L’elevata qualità della materia prima e la stretta collaborazione con la filiera produttiva (interamente dislocata in Italia) sono punti chiave alla base dello sviluppo di ogni collezione, che spesso si rivela continuativa, forte di un’ambita capacità d’identificazione.

Cosa ti ha insegnato la pandemia? Come hai affrontato il lockdown a livello creativo?

La pandemia mi ha permesso di comprendere con più profondità quali sono le persone che vorrei al mio fianco, degne del mio amore, affetto e riconoscenza. Abito in campagna, e questa è stata una grossa fortuna perchè mi ha permesso di dedicare una fetta quotidiana all’aria aperta, nella vastità dei campi di grano. Questi momenti si sono rivelati oggetto di meditazione, solitudine e lucidità in grado di frenare la carica negativa portata dal covid-19. Il corpo si è fermato, la mente no.

PHOTO FROM MICH VASCA -THE TETRIS BAG

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