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WUNDERCAMERA WARDROBE

Riccardo è laureato in conservazione dei beni culturali indirizzo in arte contemporanea, dopo un master in fashion ha cambiato rotta e ha lavorato in Max Mara per più di 10 anni, occupandosi di visual merchandising e coordinamento dell’immagine del brand. Monica è una designer specializzata in capospalla e maglieria, ha lavorato in Max Mara per 8 anni come designer e fashion coordinator e poi in Woolrich per altri 6 anni come design director; da qualche anno lavora come freelancer e insieme abbiamo convogliato le nostre esperienze in wundercamera lab che è uno studio di consulenza eclettico che attraversa diversi campi e mette insieme i nostri percorsi.

Come nasce la vostra passione per la moda e il vostro brand?

Abbiamo imparato ad amare la moda da studenti prima e da professionisti poi, per il legame che ha con quello che succede nel mondo e la possibilità di portare e attingere da diversi campi nel processo creativo, sempre in un mix di profondità e leggerezza. Amiamo la moda perché e’ una cosa serissima ma anche una qualcosa con cui giocare.
Il nostro brand e’ nato dopo anni di esperienza , ed e’ nato dall’esigenza di raccontare le storie di alcune piccole realtà produttive con cui siamo venuti in contatto negli anni e con l’intento di creare un guardaroba di pezzi speciali a cui potesse attingere una coppia, come facciamo noi nella quotidianità scambiandoci pezzi continuamente.

PHOTO FROM WUNDERCAMERA WARDROBE

Come definireste il vostro stile?

Non ricerchiamo un’idea precisa di stile, ma la cosa fondamentale e’ che ogni nostro capo sia unico. non ci interessa dare un messaggio preciso da rinnovare di stagione in stagione, ragioniamo più nel rendere speciale ogni capo con la libertà di cambiare idea ogni volta che iniziamo un progetto. Ci fidiamo del fatto che il nostro gusto e istinto crei un filo conduttore riconoscibile.

Cosa vi ispira?

La materia prima ci emoziona nella sua unicita’. più in generale l’arte e la fotografia, ma anche la musica e la danza, non ci precludiamo niente. Abbiamo imparato viaggiando tanto per lavoro e per piacere a sperimentare ed essere curiosi di tutto, a raccontarci noi per primi le storie che poi raccontiamo attraverso le collezioni. Studiamo anche tanto, leggiamo e facciamo ricerca costantemente, l’istinto e’ prezioso ma va coltivato e organizzato, abbiamo un approccio creativo ma anche scientifico ai nostri progetti.

Quando lavorate ad un progetto, da dove cominciate?

Il primo passo e’ costruito intorno a un’intuizione, o una sensazione o un interesse particolare. Da qui iniziamo con la fase di progettazione, facendo ricerca sia di immagini che di articoli, leggiamo, discutiamo, parliamo molto anche di cose che non riguardano il prodotto e mettiamo insieme le idee e i materiali. Poi iniziamo a disegnare, ma e’ solo l’ultimo step di un processo creativo di analisi.

Quanto conta per voi il Made in Italy e la sartorialità?

Il Made in Italy e’ una scelta naturale perché siamo cresciuti professionalmente tra le eccellenze del Made in Italy ed e’ quello che conosciamo meglio nelle sue enormi potenzialità e ricchezze e nei suoi limiti e nel quale ci sappiamo muovere per valorizzarlo nella sua contemporaneità.
La nostra ambizione e’ quella di portare innovazione alla tradizione.

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Come avete affrontato il lockdown a livello creativo?

Onestamente abbiamo vissuto un momento di grande creatività. Le nostre giornate sono molto intense perché oltre il nostro brand abbiamo uno studio di consulenza sia creativa che di art direction quindi lavoriamo spesso su tanti progetti contemporaneamente, che e’ esaltante ma i ritmi sono intensi. Per cui trovarsi in questo momento di vuoto e di lentezza ci ha portato a liberare la mente dalle “cose da fare” per fare solo quello di cui avevamo voglia, anche ogni tanto non fare nulla. Fermarsi e pensare. abbiamo ascoltato tanti podcast , disegnato per il piacere di farlo e ovviamente sfornato pizze. Abbiamo nel frattempo fondato un collettivo di designer emergenti che si chiama EngrammaLab e di cui abbiamo lanciato il primo progetto in questi giorni, nato durante il lockdown, abbiamo condiviso ore di chat di brainstorming per capire se potevamo mettere insieme le energie in un momento difficile per farci forza a vicenda.

Su cosa state lavorando al momento?

Stiamo lavorando sul prossimo progetto invernale e nel frattempo portiamo avanti tutte le attivita’ dello studio, che riguardano principalmente produzioni video e foto, abbiamo un team di giovani creativi e artisti in continua evoluzione e con cui lavoriamo con entusiasmo e professionalita’, ma anche con leggerezza, perché abbiamo tutti bisogno di stare bene e di energie positive.

Cosa c’è nel futuro di WUNDERCAMERA WARDROBE?

Siamo pieni di idee e guardiamo al futuro con energia. Vogliamo continuare il nostro percorso di connessioni e di sperimentazioni partendo dalla maglieria ed esplorando nuove materie e prodotti, senza buttare via però i progetti già fatti, tenendo alcuni pezzi carry over o reinterpretando capi già presentati. Non crediamo nel consumare ogni 6 mesi e buttare via le idee. Abbiamo già iniziato a eliminare dove possibile la plastica da ogni passaggio, tutti i capi vengono spediti in sacchetti di cotone e sono corredati di un recovery kit, che contiene dei piccoli gomitoli di filo e un libretto di istruzione per il lavaggio e la manutenzione del capo: il nostro scopo e’ quello di allungare il più possibile la vita di ogni capo, la nostra aspirazione è quella di creare capi che durino per sempre, per questo abbiamo creato anche un servizio extra che si chiama” ti voglio bene” in cui offriamo la possibilità di spedire i capi nei nostri laboratori dove ci occuperemo di lavarli e sistemarli al meglio e renderli come nuovi.

Website:

https://wundercamerawardrobe.com/

Instagram:

https://www.instagram.com/wundercamera_wardrobe/

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